Festival Alpes Andes

Festival Alpes Andes

Le Alpi e le Ande unite

Tutti gli eventi sono gratuiti o a offerta libera e responsabile.
Per informazioni, approfondimenti e interviste ai partecipanti, contattare il coordinatore del Festival Diego Mometti: 3405393811 | festivalpesandes@gmail.com

Instagram: @alpes.andes
Facebook: @Festival Alpes Andes

“Da dove vengono le più alte montagne? Così ho chiesto un giorno. E ho appreso che vengono dal mare. Questa testimonianza è scritta sulle loro rocce e sulle pareti delle loro vette. Dal più profondo il sommo deve levarsi alla sua altezza.”
(F. Nietzsche)

Entrambe le formazioni montuose, le Alpi e le Ande, ospitano paesaggi dotati di caratteristiche climatiche che integrano forme ancestrali di vita umana, intrecciate con ecosistemi socio-culturali. Si tratta di una combinazione di attributi geologici, botanici e zoologici con l’inventiva umana che cerca, prova e sperimenta modi di vita, tecniche e arti specifiche della montagna.

C’e chi ritiene che l’esplorazione e l’avventura siano esclusivamente da ricercare altrove, in spazi remoti e tempi futuribili. Ma riflettendo sulla visione limitata della nostra umanità, traspare la percezione che dovremmo immergerci nelle trame del quotidiano, in ciò che risolviamo con la parola territorio, per leggerlo con altri occhi, ascoltarlo con timpani diversi, toccarlo e odorarlo con unghie e narici di altra natura, per pensarlo come lo pensa una montagna.
Questa percezione e alla base del Festival Alpes Andes 2025 – Cosa sognano le montagne? (Perché se le montagne pensano allora dovrebbero anche sognare. E se il continuo tremolio della terra fosse la loro fase REM intercalata da bruschi risvegli, oscillazioni da terremoto?)
In un’ottica di convivenza paritaria tra l’umano e il non umano, o meglio pensando ad una comunità transumana, il festival, come si deduce dal nome, si propone di costruire ponti e relazioni tra gli ecosistemi culturali alpini e andini, permettendo a filosofe/i, psicologhe/i, antropologhe/i, contadine/i, artiste/i ed artigiane/i di questi due mondi di scambiare le proprie esperienze.
Il tema ambientale, intrecciato con la voce in difesa dei diritti della terra e delle persone che ne vivono lo stretto contatto e l’interdipendenza, e, alla luce dei cambiamenti climatici e delle politiche globali, la linea principale che il festival seguirà anche nell’edizione prevista tra settembre e dicembre 2025.

“Solo la montagna ha vissuto abbastanza per comprendere a fondo l’ululato del lupo”.
A Sand County almanac and sketches here and there, Aldo Leopold, Oxford university Press, 1949

“Perché la vita dell’operaio più o meno si vede, si intuisce come gira. La vita del contadino occorre invece scoprirla. E’ come una montagna, che più la conosci e più ti accorgi che e impossibile esplorarla tutta”.
L’anello forte, Nuto Revelli, Einaudi, 1983

Perché Cosa sognano le montagne?

L’angelo della storia, secondo Walter Benjamin, vola con le spalle al futuro contemplando perennemente le macerie del passato che gli si ammucchiano davanti, inesorabilmente.
Divergendo dalla visione totale e catrastofista dell’ultimo Benjamin e considerando quelle macerie come il prodotto che le trasformazioni umane hanno innescato, non solo nella società che è loro propria, ma anche nel pianeta, guardiamo al paesaggio come luogo di stratificazione tra cambiamenti immanenti, che fanno parte del Tempo della Terra o cambiamenti indotti dalle nostre azioni, che fanno parte del nostro tempo.

Allargando ancora la visione e pensando alle altre intelligenze che convivono nel nostro intorno, animali, vegetali, fungine, geologiche, sistemiche, e che, in stretta relazione con noi umani, hanno contribuito a plasmarlo, possiamo cercare di apprezzare l’insieme di queste relazioni e invece di separarle per classificarle, seguirne i miceli, cercare di approfondirle.
La montagna inospite e ospitale, radice della cultura alpina e andina, barriera e legame, culla severa ma pregna di attesa come nella Resistenza, oggi teatro dell’evidenza del cambiamento climatico, diventa il simbolo di queste interrelazioni.
Aldo Leopold, ecologo statunitense del ventesimo secolo, insisteva sull’incapacità dell’umano a pensare in modo olistico, a “pensare come una montagna”.
E poi, pensando alle ricerche di Nastassja Martin con le sciamane della Kamtchatka, questo pensiero-sogno-azione diventa uno strumento per la lettura delle strategie necessarie per entrare in relazione con la dimensione non umana in cui siamo completamente immersi, di qui “sognare come una montagna”.
Il sogno come un’altra categoria del pensiero, un sogno lucido, un sogno che scappa dal nostro presente martoriato, ma può essere indice di nuove strategie, stimolo per agire nel futuro, svincolati dalle strutture neoliberiste cannibali del presente.

Per evidenziare queste urgenze, il festival persegue diverse linee di esplorazione:

  • l’adattamento umano ai cambiamenti sociali ed economici con la riscoperta di pratiche ataviche
  • la musica contemporanea e il suo rapporto con le musiche della tradizione e le specie non umane
  • la fotografia di reportage, matrice di curiosità e scoperta
  • la creazione di eventi culturali collettivi e aperti
  • il canto e la performance dal vivo come strumenti di rigenerazione delle comunità
  • l’indagine psicosociale partecipata
  • la ricerca poetica e la sua condivisione con comunità di giovani adulti

I laboratori, gli incontri e le attività del Festival Alpes Andes 2025

8-13 settembre | La carovana del canto | San Germano Chisone, Pramollo, Angrogna, Torre Pellice, Rorà.

Inaugura il Festival la Carovana del canto, dove 3 cantori andini (Vicente CabreraMartin CottetFelipe Quilaqueo) e un mastro mulattiere delle alpi marittime (Luciano Ellena), con i suoi muli percorrono le valli alpine tra Chisone e Pellice in un’esplorazione di 5 giorni, condividendo incontri con comunità rurali, cori, osservazione delle stelle, workshop di composizione musicale e concerti di restituzione pubblica. Vanno a caccia di canti a loro sconosciuti per poi reinterpretarli con l’aiuto delle comunità locali.
Il concerto di restituzione finale è in piazza a Rorà, sabato 13 settembre | ore 17:30.

27 settembre | Convegno Resistenze, femminile plurale | Borgata Paraloup, Rittana (CN)

A più di quarant’anni dalla pubblicazione dell’Anello forte il convegno Resistenze, femminile plurale. Come letteratura e arte segnano una via nel rapporto tra femminile e paesaggio si ripropone di leggere le testimonianze femminili raccolte da Nuto Revelli con un’attenzione particolare al conflitto tra civiltà industriale (forse postindustriale) e mondo agricolo e naturale; in quest’ottica il contributo internazionale di scrittrici, artiste, psicologhe che ci parlano di altri modi di vivere il contemporaneo, né arcaico, né nostalgico, ma semplicemente attivo e resistente, può aprire nuove vie di ricerca e di sopravvivenza.

Fra le relatrici:
Chiara Visentin dell’Istituto Cervi, Antonella Tarpino della Fondazione Nuto Revelli, Soledad Nivoli dall’Università di Rosario in Argentina, Nastasjia Martin, ricercatrice del CNRS di Francia, Serena Anastasi del Coordinamento Donne di Montagna, Alice Verstraeten, curatrice della rivista francese Vertiges e Anne Boscher, artista indipendente canadese.

dal 4 ottobre | I laboratori sui sogni

Alpes Andes ospita i laboratori La vita dei nostri sogni che Soledad Nivoli e la sua équipe conducono da anni, in Argentina.
I sogni elaborano in modo particolarmente lucido ciò che accade intorno a noi e spesso ci comunicano, con il loro linguaggio di immagini, chiavi preziose per affrontare momenti difficili che ci tocca vivere. La creazione di un archivio onirico in un momento determinato e in circostanze condivise offre punti di incontro e immagini sorprendenti che aiutano a vedere e a elaborare in modo diverso ciò che ci sta succedendo.

Soledad propone questo tipo di laboratori anche in Piemonte, tra gli altri il 4 ottobre pomeriggio La camminata onirica presso il rifugio Barbara Lowrie in Val Pellice.

12 ottobre | tra i vitigni di Pomaretto (TO) | Il concerto del compositore e pianista cileno Gregorio Fontén

Con Musica per una comunità: composizione per viti ed api si intendono la rete di legami tra persone, piante, animali, rocce e fiumi che permette una convivenza che si trasforma in bellezza.
Gregorio Fontén suona un pianoforte preparato che viaggia tra i vitigni sulla cremagliera predisposta per la vendemmia delle uve. La composizione originale dialoga con il coro Eiminâl della Val Germanasca, con la banda municipale di Pomaretto e con solisti del Pinerolese e delle valli. Una vendemmia di suoni.

12 ottobre Biblioteca di Frassino (CN) | La proiezione del film Maske!

Alpes Andes coinvolge anche i bambini e le bambine delle province di Cuneo e Torino con la proiezione di Maske!, un cortometraggio di Diego Scarponi e dell’Associazione Baco che racconta e rielabora storie popolari del Piemonte grazie all’aiuto di scolare e scolari della classe 4° della scuola primaria Ferruccio Parri di Pinerolo.
Il 25 ottobre | ore 16 la proiezione del film Maske! presso la Biblioteca di Frassino (CN).

da fine ottobre 2025 a marzo 2026 | Collegno, Torre Pellice, Frassino, Paraloup | La mostra Sedotte e abbandonate

Seduced and abandoned – Sedotte e abbandonate è una ricerca fotografica del fotografo Tomaso Clavarino che esplora alcune piccole stazioni sciistiche delle Alpi abbandonate, residuo dell’industria del turismo sciistico alpino, visto, dagli anni Settanta in poi dello scorso secolo, come l’unico modo per rallentare lo spopolamento delle Alpi e dare un futuro a questo fragile ecosistema.
Oggi un modello di sviluppo non più sostenibile, è un’amara eredità del turismo alpino che grava sulla vita di quelle persone che, nonostante le difficoltà, non vogliono lasciare questi luoghi quasi abbandonati.

Di seguito le sedi e i periodi di esposizione della mostra:
fine ottobre| sede ARCI, Palazzina 5, Collegno (TO)
dal 16 novembre all’8 dicembre | Galleria Filippo Scroppo, Torre Pellice (TO)
dicembre | Frassino (Val Varaita, CN)
da febbraio 2026 | Borgata Paraloup (Rittana, CN)

Il Festival Alpes Andes è curato da Diego Mometti e promosso da Fondazione Nuto Revelli.

È reso possibile dal contributo delle Linee Guida per Festival Partecipativi della Fondazione Compagnia di San Paolo e dall’adesione, onerosa e non, di decine tra enti italiani ed esteri, comuni, associazioni, corali, bande, biblioteche, aziende agricole e cittadinə.
Il convegno Resistenze, femminile plurale di Paraloup è stato finanziato anche dal Ministero della Cultura, nell’ambito della linea di sostegno ai convegni di interesse nazionale.

Vogliamo ricordar tutti i sostenitori perché elencandoli diciamo partecipazione: Comune di Rorà, Comune di Torre Pellice, Comune di San Germano Chisone, Comune di Pomaretto, Comune di Angrogna, ARCI Valle Susa e Pinerolo, Universidad de Rosario (Argentina), Agriturismo delle Viole – Pramollo (TO), Stone Oven House di Rorà, Instituto de Arte de la PUCV – Viña del Mar (Cile), Universidad de Chile, Red Transdiciplinar de Estudios de la Vida Onírica (RTO) – Barcellona, Coro Eiminâl Val Germanasca (TO), Associazione Astrofili Urania – Luserna San Giovanni (TO) Biblioteca di Frassino (CN), Borgata Paraloup – Rittana (CN), Az. Agricola Coutandin – Pomaretto (TO), Società Studi Rorenghi, – Rorà (TO), Casa Ghiro- Rorà (TO) , Banda Municipale di Pomaretto (TO), Chiesa Valdese di Torre Pellice (TO), Chiesa Valdese di Rorà (TO), CAI UGET Val Pellice (TO), Liceo Valdese di Torre Pellice (TO), Biblioteca Civica Alliaudi di Pinerolo (TO), Associazione Baco – Pinerolo (TO), ANPI Val Pellice (TO)

Cile

Il festival si è realizzato in versione ridotta nel 2023 in Cile in coincidenza con il cinquantesimo anniversario del Golpe.

L’11 settembre 2023 di fronte alla Moneda, si è tenuta l’inaugurazione dell’opera d’arte partecipata Allendedondestas? (Allendedovesei?) Presentata l’anno precedente durante il Festival, al Museo del Mutuo Soccorso di Pinerolo.

L’opera ha coinvolto decine di traduttori e tavoli di discussione nel corso del 2023, in Italia, Brasile, Cile e Francia e ha creato un gruppo di lavoro per la traduzione in lingua mapugundun con il supporto dell’Universitàd Austral de Chile a Valdivia.

Allendedondestas? ha inaugurato il Festival di Poesia di Valparaiso A cielo abierto presso la Fondazione Pablo Neruda – La sebastiana, mettendo le basi per una collaborazione poi continuata con l’invito rivolto dalla Fondazione Nuto Revelli a Enrique Morales, poeta cileno, per animare il laboratorio di traduzione partecipata che si è tenuto a fine ottobre 2024 a Paraloup

Nel 2023 si è perseguita quindi l’idea originaria del festival, ovvero trovare un partner sudamericano che sia capace di organizzare una versione andina, un Andes Alpes, in modo da poter permettere a ricercatori e ricercatrici dell’ambito ampio delle arti e della filosofia provenienti dai nostri territori, di far sentire il proprio pensiero e mostrare i propri lavori alle comunità andine creando nuove interconnessioni.

A tale fine si sono presi contatti con l’Istituto de Arte della PUCV di Viña del Mar , con il Teatro Museo de los Titeres e del payaso, con la Universidad de Chile e con il Museo della solidarietà Salvador Allende, conservando i preziosi contatti con MUCAM e Museo de Rio Seco.

La vita delle montagne

Il tema ambientale difesa dei diritti della terra e degli uomini e delle donne che ne vivono lo stretto contatto e l’interdipendenza è stato, alla luce delle trasformazioni climatiche e delle politiche globali, la linea principale anche per il festival nel 2022.

Le Alpi e le Ande sono ecosistemi socio-ambientali tra i protagonisti di questo tema, contesti estremi per eccesso o per difetto di antropizzazione, estremi anche per le condizioni climatiche. Cerniere e barriere tra flussi di transito, qui più frenetici e massicci, là legati a speculazioni geologiche o a ritmi ancestrali.

Per evidenziare queste urgenze abbiamo percorso diversi sentieri che ci hanno portato a realizzare workshop di arte, dibattiti pubblici, seminari, mostre fotografiche, installazioni, escursioni e visite a centri culturali ospitando una ventina di ricercatori e ricercatrici nell’ambito dell’arte contemporanea, della musica, della fotografie e della scrittura che hanno condiviso le proprie esperienze con un pubblico a volte intimo a volte molto numeroso tra Pinerolo, Torino, Cuneo e le valli Pellice, Chisone e Stura.

Cosa abbiamo realizzato:

  • Due mostre fotografiche gemelle Tacun/Hechizos, una proveniente dagli archivi dell’associazione Lu cunvent della Val Varaita, l’altra dalla ricerca del gruppo Trabajod de Utilidad Publica in Cile, entrambe le mostre descrivevano inaspettate pratiche di recupero e riciclo.
  • La mostra fotografica di Gaston Luna dedicata al ruralismo della regione di Cauquenes in Cile immersa nei vitigni eroici del Comune di Pomaretto in Piemonte e commentata dalle parole tratte da Il mondo dei vinti di Nuto Revelli.
  • Animas Mutuales, un minidoc sulla società italiana di Mutuo Soccorso di Punta Arenas in Cile mostrato nel Museo del Mutuo Soccorso di Pinerolo.
  • Un’installazione d’arte, Il cuoio di San Isidro, scaturita dalla ricerca antropologica di Aymara Zegers, Miguel Caceres, che hanno destrutturato una pelle di vitella per ottenerne una fune con la quale hanno invaso gli spazi espositivi a Rorà e a Millau (Museo di Millau).
  • La conferenza di presentazione del Museo di Rio Seco di Punta Arenas tenuta dai curatori Aymara Zegers e Miguel Caceres presso il Museo Nazionale della Montagna a Torino.
  • La proiezione del documentario Tvaian di Nastassjia Martin e Mike Madgison presso il Museo della Montagna di Torino e la Galleria di arte contemporanea Filippo Scroppo di Torre Pellice, documentario incentrato sul tema della rinomadizzazione. 
  • Un concerto di canto popolare, organizzato dall’Associazione Baco, come esperienza corale e condivisa con il workshop di ricerca e spettacolo finale denominato Eco, con cantore e compositrici italiane, argentine, francesi a Paraloup.
  • L’installazione Tiro libero dell’artista Adolfo Martinez, dove due pietre, una proveniente dalle Ande e una dalle Alpi, si scontravano in un cassetto che oscillava alternativamente a destra e sinistra. Incorniciavano il movimento due video di esplorazione, uno girato sulle Ande l’altro sulle montagne della Valle Stura.
  • La presentazione dell’opera di arte sociale Allendedovesei? Traduzione collettiva dell’ultimo discorso di Salvador Allende in tutte le lingue del mondo.
  • Una Tavola rotonda su Turismo e sostenibilità ambientale delle terre alte dove Niels Martin, direttore generale del C.A.F. (Club Alpine Français), Beatrice Verri, direttrice della Fondazione Nuto Revelli e Danilo Petrovich, del Museo Campesino en Movimiento (MUCAM), si sono interrogati, in un’assemblea aperta al pubblico, sulle prospettive del turismo sostenibile nell’arco alpino e in sud America.

Il cuore del Festival è nelle Alpi Cozie piemontesi, ma si è esteso in Provenza e nelle Hautes Alpes francesi.

Il debutto del festival tra Italia e Cile

L’edizione zero del festival si è svolta nel novembre 2021, con ancora le ristrettezze dovute alla pandemia, abbiamo realizzato alcuni primi eventi dei partner cileni in Italia.